In questa nuova era in cui tutto sembra aprirsi alla dimensione del cuore, la tradizione tolteca offre un'immagine particolarmente illuminante: quella del "sentiero dello specchio trafitto".

Al di là dei percorsi individuali che ognuno intraprende, quest'immagine ci ricorda che il cuore, come uno specchio, è fatto per riflettere la vita, ma, essendo "trafitto", non trattiene nulla. Esperienze, emozioni e prove possono attraversarlo senza rimanervi intrappolate. È proprio questa capacità di non attaccarsi, di non accumulare, che permette al cuore di rimanere uno spazio vivo, creativo e libero.

Questo concetto risuona profondamente con l'idea che oggi dobbiamo allinearci, non solo nelle nostre azioni ma in tutto il nostro essere, con la vibrazione del cuore. Entrare in questa vibrazione significa imparare a lasciar andare ciò che non ci appartiene più – vecchi schemi, sofferenza, convinzioni – per fare spazio a un altro modo di essere.

Così, scegliere la gioia diventa possibile. Perché la gioia nasce naturalmente da un cuore che non si aggrappa al passato, che non è appesantito da esso e che rimane aperto alla vita. Al contrario, quando ci aggrappiamo alla sofferenza, in qualche modo "blocchiamo" questo specchio e ci rinchiudiamo in una realtà fissa.

Il «percorso dello specchio traforato» ci invita dunque a diventare trasparenti alla vita: a vivere pienamente, ma senza chiuderci in noi stessi, affinché ogni momento possa tornare a essere uno spazio di creazione, di significato e di gioia.

UMBERTA LENZI

terapista olistico
insegnante
madre di quattro figli

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